Neolatino

Sono passati poco più di due mesi dalla pubblicazione del mio ultimo articolo, perciò ti chiedo anzitutto di perdonare questo enorme ritardo!!! Spero almeno ti consoli il fatto che io non abbia abbandonato l’idea di creare questo “catalogo delle altre lingue” che è langualogue. Proprio per recuperare il tempo perduto, mettiamoci al lavoro e partiamo con la lingua che ti propongo oggi: il neolatino.

Hai detto che ti fa venire in mente l’interlingua? Diciamo che è un’associazione abbastanza corretta, soprattutto perché anche il neolatino è una lingua pianificata, ci sono però molte differenze e ora le vedremo insieme.

Il neolatino è un progetto del prof. Jordi Cassany Bates, già docente di linguistica, di spagnolo e di catalano presso l’università di Kiel, in Germania, e attualmente docente di filologia catalana presso l’università di Bucarest, in Romania. Il lavoro di Cassany Bates comincia intorno al 2000, con l’intuizione che un trilinguismo areale sarebbe un mezzo di comunicazione ideale per un’Europa unita. Con l’espressione “trilinguismo areale” intendo la compresenza di tre lingue pianificate areali (un esempio di lingua areale è la già vista middelsprake): una su base germanica, una su base slava e, naturalmente, una su base romanza. Negli anni seguenti, il creatore del neolatino si immerge in una lunga e proficua attività di ricerca per gettare le basi per una metodologia che permetta di creare la lingua a partire dalle parlate romanze. A partire dal 2017, con la correzione dei primi modelli e la creazione di spazi online dedicati esplicitamente alla diffusione della lingua, nasce ufficialmente il neolatino.

Il neolatino si propone non tanto come una lingua globale, quanto piuttosto come una lingua panromanza (a differenza dell’interlingua, più orientata al latino e al lessico internazionale condiviso). Una delle sue grandi potenzialità risiede tra l’altro nell’essere già stata concepita come una lingua appartenente ad una triade di lingue areali da usare in Europa: insomma, non si propone come LA lingua, bensì come UNA delle tre lingue. Una visione di democrazia linguistica assolutamente lodevole!

Quanto è comprensibile il neolatino per i parlanti delle lingue romanze? Vediamone degli esempi:

Neo_cfr
Tabella 1 – Confronto tra neolatino e principali lingue romanze

Come si vede in Tabella 1, il neolatino presenta una grafia cosiddetta “inglobante”, nel senso che, qualora ci siano consistenti differenze motivate dallo sviluppo fonetico delle varie lingue romanze, risale alla forma più vicina all’originale latina: si confronti ad esempio lèpre con lièvre, llebre, liebre, lebre, lepre, iepure. Questa ricerca della grafia più inglobante è pratica anche perché rende conto degli esiti regolari dell’evoluzione di determinati suoni nelle lingue romanze; un altro esempio come il precedente sarebbe il verbo aprire, forma inglobante di: ouvrir, obrir, abrir, abrir, aprire. Tale regolarità nella corrispondenza tra neolatino e le altre lingue romanze permette ai parlanti di queste ultime di comprendere più facilmente il lessico neolatino comparandolo con quello della loro lingua d’origine attraverso sostituzioni consonantiche regolari.

Interessante è anche la presenza di è, é, òó. La e breve e lunga e la o breve e lunga originali latine hanno avuto esiti ben diversi nelle lingue romanze: distinguerne la pronuncia tramite l’apertura vocalica permette ai parlanti la stessa regolare sostituzione vista per le consonanti. La è e la ò tendono a dittongare negli esiti dello spagnolo, dell’italiano e del francese, mentre la é e la ó tendono a restare immutate in queste lingue.

La formazione del plurale in neolatino è piuttosto semplice e segue il sistema delle lingue romanze occidentali (portoghese, galiziano, spagnolo, catalano, francese, sardo e altre):

  • le parole terminanti in vocale aggiungono semplicemente -s;
  • quelle terminanti in consonante aggiungono -es.

Neo_pl
Tabella 2 – Plurale in neolatino

A questo plurale estremamente regolare si aggiunge la possibilità di usare l’antico plurale neutro in -a (anche nella forma regolarizzata -as) per quelle parole maschili che formano così il plurale nelle lingue romanze orientali, ad esempio l’italiano “braccio” con plurale “braccia” o “uovo” con plurale “uova”.

Non pongono particolari problemi i pronomi personali:

Neo_pron
Tabella 3 – Pronomi personali

I pronomi sono assolutamente simili a quelli delle lingue romanze più diffuse e si vede la presenza di differenti possibilità, legate alle differenti lingue neolatine.
Anche la coniugazione verbale appare semplice e comprensibile. Di seguito esaminiamo le forme del verbo cantare:

PRESENTE INDICATIVO
canto
cantas
canta
cantamos
cantates
cantan

PASSATO PROSSIMO INDICATIVO
ha(jj)o cantato
ha(ve)s cantato
ha(ve) cantato
h(av)emos cantato
h(av)etes cantato
ha(ve)n cantato

IMPERFETTO INDICATIVO
cantava/o
cantavas
cantava
cantavamos
cantavates
cantavan

TRAPASSATO PROSSIMO INDICATIVO
haveva/o cantato
havevas cantato
haveva cantato
havevamos cantato
havevates cantato
havevan cantato

PASSATO REMOTO
cantai
cantaste
cantau
cantammos
cantastes
cantaron

TRAPASSATO REMOTO
havei cantato
haveste cantato
haveu cantato
havemmos cantato
havestes cantato
haveron cantato

FUTURO INDICATIVO
cantara(jj)o
cantaràs
cantarà
cantaremos
cantaretes
cantaràn

FUTURO ANTERIORE INDICATIVO
havra(jj)o cantato
havràs cantato
havrà cantato
havremos cantato
havretes cantato
havràn cantato

PRESENTE CONGIUNTIVO
cante
cantes
cante
cantemos
cantetes
canten

PASSATO CONGIUNTIVO
hajja / havia cantato
hajjas / havias cantato
hajja / havia cantato
hajjamos / haviamos cantato
hajjates / haviates cantato
hajjan / havian cantato

IMPERFETTO CONGIUNTIVO
cantasse/o
cantasses
cantasse
cantàssemos
cantàssetes
cantassen

TRAPASSATO CONGIUNTIVO
havesse/o cantato
havesses cantato
havesse cantato
havéssemos cantato
havéssetes cantato
havessen cantato

PRESENTE CONDIZIONALE
cantaría/o / cantareva/o
cantarías / cantarevas
cantaría / cantareva
cantariamos / cantarevamos
cantariates / cantarevates
cantarían / cantarevan

PASSATO CONDIZIONALE
havría/o / havreva/o cantato
havrías / havrevas cantato
havría / havreva cantato
havriamos / havrevamos cantato
havriates / havrevates cantato
havrían / havrevan cantato

IMPERATIVO
canta!
cante!
cantemos!
cantate!
canten!

INFINITO: cantare (presente) / havere cantato (passato)
GERUNDIO: cantando (presente) / havendo cantato (passato)
PARTICIPIO: 
cantante (presente) / cantato (passato)

Quello che si pensa trovandosi di fronte al neolatino è che questa lingua sia assolutamente naturale. Non si ha la sensazione di trovarsi davanti ad una lingua pianificata: risulta assolutamente semplice per i parlanti delle lingue romanze, ma non ipersemplificata né semplicistica. In effetti questo rimanda al progetto originario di Cassany: il neolatino nasce come un “romanzo standard comune”, se vogliamo così definirlo, cioè una forma sovranazionale di lingua romanza ricostruita a posteriori partendo dalle lingue romanze attualmente parlate, le quali ne costituirebbero delle varietà.
È un progetto lodevole e di ampio respiro internazionale. E tu, che ne pensi? Potrebbe essere – assieme ad una lingua pangermanica ed una panslava – la soluzione definitiva ai problemi di comunicazione in un’Europa Unita sempre più divisa da spinte nazionalistiche?

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